LE REGOLE DEL QUIZ
< Buonasera a tutti signore e signori!! Benvenuti al quiz show più seguito d’Italia! Diamo il benvenuto a chi stasera ci terrà compagnia! Bene signorina! Lei è la nostra concorrente di stasera!! Immagino che conosca già le regole del gioco: nessuna domanda difficile, non si richiede alcuna particolare capacità, solo conoscenza della vita! Stia tranquilla e si lasci trascinare dal gioco!
Vado con la prima domanda:
“dove si trovano i sogni?”
mi chiede di che sogni parlo, signorina? Ma come? Lei non sa cos’è un sogno? I sogni della vita! La felicità! Il futuro! Non può essere priva di sogni, non crede? Ci pensi solo un poco, su!
Ma come nel cervello?? Davvero lei pensa che se i sogni fossero nel cervello sarebbero realizzabili?? No signorina mi dispiace, ma la sua risposta è errata….la risposta esatta è….NEL CASSETTO!! Perché mi guarda con quegli occhi sbigottiti? Lei cosa ci tiene nel cassetto, le mutande? Si sa che i sogni sono nel cassetto, dove vuole che siano? No, mi dispiace, ma nel cervello abbiamo fin troppe cose! E i sogni devono essere a portata di mano in un cassetto ben chiuso, di cui solo noi abbiamo la chiave!
Su, signorina, non si scoraggi…passiamo alla seconda domanda, che forse è meglio….
“Che forma ha l’amore?” ci pensi bene, signorina, la domanda non è difficile….
Un cuore? Di un cuore ha detto? Scusi ma lei che tipo di amore ha conosciuto?? No, mi dispiace, ma la risposta esatta era “di un’aquila”…. L’amore non è forse come un’aquila? Libero di volare, viaggiare veloce, spostarsi liberamente e cambiare mondi, ma anche capace di catturare prede! Lei non è mai stata preda dell’amore? Non ha mai avvertito i suoi artigli prenderla per le spalle e trascinarla su per il cielo? Non ha mai sentito la paura di cadere, o di essere il suo cibo, eppure così felice di poter guardare il mondo da un’altra prospettiva? Mi stupisce che una donna così giovane come lei non sia mai stata preda dell’amore: d’altronde l’amore ama le prede giovani, che hanno ancora il gusto della passione, che si meravigliano…ed io mi meraviglio che lei non sappia che forma abbia l’amore!
Signorina, non si perda d’animo, piuttosto si concentri, ha venti secondi di tempo per rispondere alla prossima domanda:
“Di che colore è il passato?” non risponda subito, rifletta come si deve, le ricordo che in palio c’è la capacità di vivere…
come dice scusi? Verde? VERDE?? Signorina non si sta parlando di passato di verdure, ma del tempo che è passato! Finito! Volato via!!! Non ha mai sentito parlare dell’ “azzurro color di lontananza”?? e non è forse il passato qualcosa di lontano, che non si può più raggiungere, rivivere, rivisitare? L’unica cosa che abbiamo del passato, tra l’atro, sono i ricordi…e non è forse vero che più passa il tempo, più si confondono, si mescolano, perdono nitidezza? E quale colore, meglio dell’azzurro, può descrivere il passato? È vero, lei è giovane, ma tutti abbiamo un passato, seppur breve! E come sono i colori dei suoi ricordi più lontani? Nitidi come se fossero appena vissuti? Non credo, a meno che lei non abbia una memoria artificiale, che fotografa istante per istante tutto ciò che vive!
Signorina si concentri meglio per favore! È pronta per rispondere alla prossima domanda?
Dunque… “In cosa consiste la felicità?”
La capacità di accontentarsi lei dice eh…. Beh si può dire che ci sia andata vicino, signorina, ma vista sotto questa prospettiva non sarebbe felicità, ma mediocrità!! La risposta giusta è “trovare la bellezza in qualsiasi cosa”! Ci pensi bene: se tutti ci accontentassimo non saremmo poi così felici, perché ci sembrerebbe di non avere nulla di speciale, se invece trovassimo la bellezza in tutto ciò che abbiamo non sentiremmo il bisogno di avere sempre qualcosa che consideriamo migliore! E che consideriamo noi migliore, badi bene!! Perché chi non ha quello che abbiamo noi, crederà che il massimo sia proprio essere al nostro posto! Comunque sto constatando che comincia ad entrare nell’ottica del gioco! Mi raccomando, continui così e vedrà che la sua conoscenza della vita sarà migliore! Sfruttiamo quindi questo momento di fortuna al meglio e risponda alla prossima domanda:
“Che suono produce il silenzio?” devo ammettere che questa domanda è un trabocchetto, ma sono sicuro che se si concentra risponderà esattamente… Come? Il silenzio non fa rumore? Signorina le avevo anche detto che era un trabocchetto! Mi scusi ma lei si è mai trovata in completo silenzio, dentro una stanza, magari da sola? E non sentiva il ronzio, o forse la musica, prodotta dai pensieri? “il silenzio è musica”, si dice, e di quale musica lei pensa si stia parlando? Si signorina proprio così! I pensieri! Dicevo prima, che molte persone considerano questi rumori dei ronzii, e sono proprio quelle persone che non sono abituate al silenzio e che non ragionano mai sulla propria vita! E che quindi, appena si trovano in silenzio, hanno bisogno di provocare rumore, come tamburellare con le dita su un tavolo, o un colpo di tosse, o canticchiare, o addirittura accendere la radio o la televisione, perché trovano fastidioso, se non addirittura spaventoso, pensare! Perché spesso i pensieri pongono davanti la realtà, mentre magari molti preferiscono restare nell’oblio del sogno, senza rendersi conto di un dato di fatto: se tutti quanti ci fermassimo un attimo a pensare, capiremmo gli errori che abbiamo commesso, eppure l’orgoglio spesso supera l’umiltà, e ci troviamo ad essere orgogliosi non solo con gli altri, ma anche con noi stessi! Non riusciamo cioè ad ammettere nemmeno a noi stessi che abbiamo commesso un errore!
Anzi, pensavo che oramai avesse capito come funziona questo gioco! Eppure mi sono sbagliato, ma non fa niente. Confido in lei, e son sicuro che alla prossima, nonché ultima domanda, risponderà correttamente! Allora, lei mi sa dire:
“ Qual è l’unità di misura della tristezza?” Eh, questa domanda non è difficile, ma bisogna saper pensare con semplicità…
Intensità? La sua risposta è definitiva? E…mi dispiace signorina, ma anche stavolta ha sbagliato! Scusi ma ci pensi bene, esiste forse un misuratore di intensità di tristezza? E chi determina quanto sia intensa la tristezza? Non è fisicamente possibile, signorina!! Piuttosto, la tristezza si misura in lacrime!! Eh si, ha sentito bene! In LA-CRI-ME! Perché, se ci pensa un po’, quando uno è molto triste, escono molte lacrime: è vero, c’è differenza tra uomo e donna, perché le donne sono più sensibili, piangono più facilmente, come ad esempio per un film… ma quella non è vera tristezza! Piuttosto le lacrime sono quantificabili nel numero di fazzoletti che vengono usati per asciugarle, o, nei casi migliori, da quanto è bagnata la maglietta dell’amico che in quel momento era lì accanto al nostro triste soggetto! Non le è mai successo di essere inondata dalle lacrime di qualche sua amica, signorina? E di inzuppare qualcuno? Beh, è forse nella tristezza che si vede quanto si sia legati ad una persona, perché non capita mai di piangere sulla spalla di uno sconosciuto, piuttosto di un caro amico che ci conosce da tanto tempo, di cui sappiamo che possiamo fidarci, a cui non interessa che gli sporchiamo la camicia appena ritirata dalla lavanderia, insomma qualcuno di fronte al quale possiamo permetterci di far calare la maschera di chi sta bene e mostrarci in tutta la nostra umanità! Mi spiace signorina, ma a quanto pare lei non è proprio portata a conoscere la vita, mi chiedo solo come possa sconfiggere le difficoltà… Bene, come alla fine di ogni puntata, lei ha la possibilità di fare qualche saluto a chi la sta guardando da casa. Ora o mai più signorina!!>
< No, non ho da fare alcun saluto particolare, signor presentatore, ma vorrei porre io ora una domanda a lei, domanda a cui, visto che lei crede di conoscere la vita così bene, risponderà sicuramente in modo corretto. Bene: “Qual è, secondo lei, il bello della vita?” Ci pensi un attimo, perché sono sicura che se ragiona arriverà alla risposta esatta!!>
< Oh, signorina, che cosa strana, un concorrente che pone una domanda al presentatore! Comunque si, sono abbastanza sicuro della mia risposta, anzi, sicurissimo! Il bello della vita è che viene vissuta!>
< Ma che razza di risposta è? Scusi, ma ci ha pensato bene? La sua risposta, a livello pratico, non ha alcun senso! Anzi sembra piuttosto una frase fatta, una citazione di qualche filosofo moderno! E non credo che poi lei abbia così tanta conoscenza della vita, tanto da essere così sicuro della sua risposta, perché, signor presentatore, il bello della vita, quello per il quale viviamo, quello che ci fa fare nuove esperienze, che ci fa essere sempre più saggi man mano che invecchiamo, ma mai perfettamente sapienti, è che la si conosce man mano che la si vive! Non ci sarà mai, quindi un perfetto conoscitore della vita! Qualcuno che risponderà perfettamente a tutte le sue domande inutili! Anche perché ognuno conosce la vita non solo in base a quanto l’ha vissuta, cioè in base alla propria età, ma soprattutto in base a come l’ha vissuta, cioè agli avvenimenti, ai fatti che il destino gli ha posto davanti! Si, signor presentatore, non mi guardi con quella faccia sbigottita, con quegli occhi stralunati: il bello della vita, è che la si conosce man mano che la si vive!! Quindi il suo programma non è attendibile, perché non esistono risposte certe sul senso della vita!>
Tocca farla leggere a paolo bonolis
RispondiEliminaxke??
RispondiElimina