Con questa poesia ho provato a mettermi nei panni di una ragazza che si ritrova a fare i conti con una vita in più...l'argomento è delicato, lo riconosco, non vorrei pensaste che l'abbia presa con leggerezza, anche perché ci ho pensato un po' prima di pubblicarla... ditemi che ne pensate, dell'argomento o della poesia in se... buona lettura!
PARASSITA
Sei
un misero pezzo di vita
non
piangi, non ridi, non puoi farla finita
succhi
linfa da tua madre
nasci
per errore:
un
preservativo rotto e niente amore.
In
atto non sei niente,
in
potenza sei la forza,
ma
oggi è il presente:
il
futuro non m'importa.
Non
sei coscienza, non sei creatura,
non
sei animo, non sei paura,
non
sei niente che sia degno
di
chiamarsi vita
non
sei pelle, non sei braccia,
sei
solo un parassita.
Io
ti odio, ti detesto,
sei
il prodotto indigesto
di
una cena alquanto amara,
di
tequila, rum e pera.
Ho
il diritto, la ragione
di
strapparti a questo mondo,
di
impedirti di riuscire
ad
incasinarmi tutto.
Eppure
ho un senso nella testa
che
mi dice di reagire
che
la vita che tengo dentro
ha
voglia di stupire.
Forse
allora è più giusto
concedergli
di volare,
togliere
la sicura
alla
bomba che vuol scoppiare.
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