lunedì 1 ottobre 2012

Prof. Cursore

Sono mesi che non pubblico qualcosa ed è per questo che adesso pubblico questo che ho appena scritto. Parla da solo, leggetelo!

PROF. CURSORE

Il cursore batte insistentemente sul foglio bianco.
Sembra uno di quei professori che picchiettano le nocche sulla cattedra aspettando una tua risposta convincente e tu continui a guardarlo con la faccia da pesce lesso mentre nella tua mente stagna il vuoto totale.
Sapevi qual era la domanda e hai pensato alla risposta perfetta tutto il giorno.
L'ispirazione ti è arrivata mentre eri nella metropolitana, schiacciato tra una vecchietta e un ragazzino che tornava da scuola, e avresti voluto gridare: “Fermi tutti! Datemi carta e penna e fatemi sedere che io, qui -indicando la tua testa- ho qualcosa da dire!”.
Ma oltre la figura di merda hai evitato quei vai-a-quel-paese che di certo nessuno avrebbe avuto cuore di risparmiarsi.
Il cursore continua ad attendere che le tue dita comincino a battere sulla tastiera: tu le guardi, speri che impazziscano e partano da sole, anche solo scrivendo lettere senza senso, ma niente, rimangono impassibili, sdraiate sui tasti come lucertole al sole.
Cosa ti passava per la mente mesi fa, quando le tue dita erano piene di vita, quando scrivevi pagine e pagine al giorno e avevi sempre l'impressione di aver tralasciato qualcosa?
Pensavi a lei; ti ispirava; era la tua musa.
Adesso però non ha più senso: non hai più parole per quella ragazza, il tuo cuore ha finito i battiti da dedicarle.
Le parole e i pensieri su di lei sanno di minestra riscaldata: l'hai consumata fino a farla scomparire.
Mesi fa ti cullavi nell'autocommiserazione, nella convinzione di non essere capito.
Poi hai dovuto scegliere se era meglio continuare ad amare qualcuno senza alcuna via d'uscita o annullarla completamente dentro di te.
Ma con lei hai lasciato andar via anche la capacità di scrivere parole e parole senza il minimo sforzo: d'altronde era lei l'unica cosa che ispirava la tua sottile fantasia.
Ma come diavolo fanno i grandi scrittori, quelli ai quali vengono commissionati romanzi ogni anno, a trovare sempre l'impulso giusto?
Forse è per questo che non diventerai mai uno scrittore: loro trovano l'ispirazione in ogni piccola cosa, dal caffè della mattina alle passeggiate in montagna; riescono ad ottenere sempre la situazione che gli è più congeniale per iniziare un nuovo romanzo e, soprattutto, per continuarlo; non temono il cursore, hanno sempre la risposta pronta, sanno imbastirgli bene la lezione, anche se non l'hanno studiata.
Tu non sarai mai come loro, è vero, ma niente ti impedisce di continuare a scrivere quello che vuoi, anzi, non sarai mai obbligato a dover aggiungere quella noiosissima e falsissima frase a fine copertina: “ogni riferimento a fatti o personaggi esistenti, è puramente casuale”.

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